{"id":2344,"date":"2017-07-18T13:15:47","date_gmt":"2017-07-18T13:15:47","guid":{"rendered":"http:\/\/internet.uniroma2.it\/?p=2344"},"modified":"2024-05-31T09:57:30","modified_gmt":"2024-05-31T09:57:30","slug":"ict-specialist-in-crescita-in-europa-ma-la-domanda-corre-di-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www-2023.internet.uniroma2.it\/en\/2017\/07\/18\/ict-specialist-in-crescita-in-europa-ma-la-domanda-corre-di-piu\/","title":{"rendered":"Ict specialist in crescita in Europa, ma la domanda corre di pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>Vi riporto di seguito l&#8217;articolo di Federica Meta, pubblicato su Cor.com<\/p>\n<h2>Rapporto Eurostat: in 5 anni gli occupati nel settore passano dal 3% al 4% del totale, raggiungendo gli 8,2 milioni. Il nostro Paese al 22\u00b0 posto della classifica. Grandi difficolt\u00e0 per le aziende a trovare personale qualificato<\/h2>\n<div class=\"testo-articolo\">\n<p><img decoding=\"async\" class=\"lazyload img-lancio\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==\" data-orig-src=\"http:\/\/www.corrierecomunicazioni.it\/upload\/images\/07_2017\/digitale-170711133758_medium.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p><strong>Il 4% &#8211; pari a 8,2 milioni &#8211; degli occupati nella Ue sono specialisti Ict.<\/strong>\u00a0Lo rilevano gli ultimi dati Eurostat secondo cui negli ultimi anni il numero \u00e8 aumentato costantemente, segno che l&#8217;economia si sta progressivamente digitalizzando. In Italia la quota di specialisti\u00a0 rispetto al totale degli occupati \u00e8 del 2,6%: il nostro Paese si trova al 22\u00b0 posto nella lista dei paesi a maggiore presenza di questi tecnici.\u00a0<strong>La classifica \u00e8 guidata da Finlandia, Svezia ed Estonia.<\/strong>\u00a0La Francia si trova in undicesima posizione, Germania in dodicesima e Spagna in diciottesima.<\/p>\n<p><strong>La professione \u00e8 per lo pi\u00f9 maschile<\/strong>: sono uomini 8 specialisti su dieci. Sei su dieci sono laureati o sono in possesso di formazione superiore oltre la laurea. Secondo il rapport Eurostat pubblicato oggi, il 41% delle imprese che assumono o cercano di assumere specialisti in Ict hanno difficolt\u00e0 ad occupare i posti vacanti.<\/p>\n<p>Tre Stati Ue contano per met\u00e0 di tutti gli specialisti occupati nel mercato del lavoro europeo: Regno Unito 1,6 milioni, Germania 1,5 milioni, Francia 1 milione. In Finlandia la quota di specialisti rispetto al totale degli occupari del 6,6%, in Svezia del 6,3%, in Estonia del 5,3%, nel Regno Unito del 5,1%, in Olanda del 5%.<\/p>\n<p>All&#8217;opposto della graduatoria troviamo Grecia all&#8217;1,4% (quota pi\u00f9 bassa in assoluto nella Ue), preceduta da Romania al 2%, Cipro e Lettonia al 2,2%.\u00a0<strong>Rispetto al 2011 il numero assoluto e la quota rispetto al totale degli occupati sono aumentati in quasi tutti gli Stati in particolare in Estonia, Francia, Germania, Portogallo, Finlandia, Bulgaria, Croazia e Ungheria.<\/strong><\/p>\n<p>In Italia la quota \u00e8 passata dal 2,3% al 2,6%: in termini assoluti da 523.000 occupati 584.800. A livello Ue il numero degli specialisti \u00e8 aumentato di 1,8 milioni, la quota \u00e8 passata dal 3 al 3,7%.\u00a0<strong>Le donne sono sottorappresentate in tutti gli Stati in contrasto stridenti con ci\u00f2 che avviene per il totale dell&#8217;occupazione (i generi sono sostanzialmente bilanciati).<\/strong>\u00a0La quota di uomini pi\u00f9 alta si trova in Slovacchia, Repubblica Ceca, Malta, Grecia, Ungheria e Croazia (sopra l&#8217;80%).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la percezione delle imprese, Eurostat indica che il 41% delle societ\u00e0 lamentano molte difficolt\u00e0. Percentuali pi\u00f9 elevate in Repubblica Ceca (66%), Slovenia (63%), Lussemburgo e Austria (61%), Belgio (59%), Estonia (58%) e Olanda (57%). Percentuali pi\u00f9 basse in Spagna (17%), Grecia (28%), Polonia e Italia (31%), Portogallo (32%).<\/p>\n<p>La necessit\u00e0 di sostenere lo sviluppo di competenze \u00e8 al centro dell&#8217;azione della Commissione Europea che nei mesi scorsi ha lanciato la<a href=\"http:\/\/www.corrierecomunicazioni.it\/digital\/46463_industria-40-oettinger-nasce-la-piattaforma-delle-piattaforme.htm\" rel=\"nofollow\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00a0&#8220;piattaforma delle piattaforme&#8221;\u00a0<\/strong><\/span><\/a>per il coordinamento delle iniziative nazionali.<\/p>\n<p><strong>Obiettivo della piattaforma<\/strong>\u00a0\u00e8 costruire una\u00a0<strong>massa critica<\/strong>\u00a0di iniziative e investimenti per la digitalizzazione dell\u2019industria e assicurare l\u2019impegno degli stati membri, delle Regioni e del settore privato per il raggiungimento degli obiettivi del programma Digitising European Industry. Concretamente si tratter\u00e0 di una piattaforma dove saranno condivise le rispettive\u00a0<strong>esperienze,<\/strong>\u00a0dove si collaborer\u00e0 per\u00a0<strong>investimenti<\/strong>\u00a0congiunti, si esamineranno problematiche\u00a0<strong>regolamentari<\/strong>\u00a0e scambieranno\u00a0informazioni e strumenti per l\u2019adeguamento delle\u00a0<strong>competenze<\/strong>\u00a0della forza lavoro. Bruxelles ha gi\u00e0 avviato un piano da 5 miliardi per i\u00a0Digital Innovation Hub e il rafforzamento delle\u00a0leadership nelle tecnologie e nelle piattaforme industriali.<\/p>\n<p>I 13 Paesi in cui sono gi\u00e0 attivi dei programmi sono Austria (Industrie 4.0 Oesterreich); Belgio (Made different \u2013 Factories of the future); Repubblica Ceca (Pr\u016fmysl 4.0); Germania (Industrie 4.0); Danimarca (Manufacturing Academy of Denmark \u2013 MADE); Spagna (Industria Conectada 4.0); Francia (Alliance pour l\u2019Industrie du Futur); Ungheria (IPAR4.0 National Technology Initiative); Italia (Industria 4.0); Olanda (Smart Industry); Portogallo (Ind\u00fastria 4.0); Svezia (Smart Industry); Lussemburgo (Digital for Industry Luxembourg). I nove in cui i lavori sono in dirittura di arrivo sono Bulgaria, Croazia, Finlandia,\u00a0Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Regno Unito.<\/p>\n<p class=\"Paragraph SCXW8087236\" lang=\"IT-IT\">E anche l&#8217;Italia scalda i motori. Come annunciato dal ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha annunciato\u00a0 un\u00a0<a href=\"http:\/\/www.corrierecomunicazioni.it\/digital\/48141_industria-40-si-apre-il-cantiere-lavoro.htm\" rel=\"nofollow\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>piano contro la disoccupazione tecnologica<\/strong><\/span><\/a>\u00a0e la creazione di competenze ad alto valore tecnologico. Salvaguardare l\u2019occupazione nelle produzioni a pi\u00f9 alta automazione \u201c\u00e8 la grande questione dei nostri tempi\u201d, ha precisato Calenda. \u201cSappiamo che la tecnologia da sola non costruisce innovazione sostenibile.\u00a0<strong>Con Poletti e Fedeli stiamo lavorando per presentare un piano alla cabina di regia di settembre e inserire le prime norme in legge di bilancio\u201d<\/strong>, ha spiegato il ministro. \u201cGlobalizzazione e innovazione tecnologica ridisegnano da secoli la mappa del lavoro, normalmente il risultato finale \u00e8 positivo, ma durante il percorso si possono creare fratture profonde tra vincitori e vinti. Il problema \u00e8 che negli ultimi cinquant\u2019anni questi processi hanno anche preso una velocit\u00e0 incredibile, rendendoli difficili da comprendere figuriamoci da governare.\u00a0<strong>Anche per questo il secondo capitolo di industria 4.0, dopo quello su investimenti e competenze, sar\u00e0 interamente dedicato al lavoro 4.0\u201d.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p class=\"Paragraph SCXW8087236\" lang=\"IT-IT\">\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi riporto di seguito l&#8217;articolo di Federica Meta, pubblicato su Cor.com Rapporto Eurostat: in 5 anni gli occupati nel settore passano dal 3% al 4% del totale, raggiungendo gli 8,2 milioni. Il nostro Paese al 22\u00b0 posto della classifica. 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